Campi rom: traffico d’armi e di esseri umani?

Si parla di nuovo di emergenza rom: il “cataclisma” si è di nuovo abbattuto sulla Città di Torino. La bufera mediatica si è scatenata qualche giorno fa dalla scandalosa proposta del sindaco e dell’assessore di Borgaro di dividere la linea 69 che collega Borgaro a Torino passando per strada Aeroporto.

La causa erano proprio i rom che frequentavano tale linea e che avevano causato disordini e molestato i passeggeri: “Atteggiamenti deprecabili sicuramente, ma non punibili con misure in odore di segregazione e soprattutto non degne di un’amministrazione comunale che si impegna nella risoluzione dei problemi e non tanto nella loro occultazione – ha affermato Carla Osella – “in realtà la soluzione è stata trovata dagli stessi rom perchè chi utilizzava il 69 con regolare biglietto ha continuato a farlo mentre quelli sprovvisti di documento di trasporto e che devono per necessità recarsi in città per la sussistenza o vanno a piedi o usufruiscono della solidarietà del campo”.

L’aspetto che sorprende di più dell’intera faccenda è che sia di nuovo la sinistra ad attaccare i rom. Secondo Michele Curto, capogruppo di Sel, il campo di strada Aeroporto sarebbe il peggiore di Torino, come titola La Stampa, e critica la scelta di utilizzare i fondi europei del progetto “svuota campi” iniziato lo scorso anno e finanziato Ministero attraverso la Prefettura, di partire dallo smantellamento della baraccopoli abusiva posta sulle sponde della Stura.

Secondo il capogruppo di Sel il campo di Aeroporto avrebbe la priorità rispetto agli altri insediamenti perchè è un covo di criminali dediti ad attività quali prostituzione, traffico di armi, tratta di bambini.

“La realtà del campo non è rosea – ha dichiarato Jonko Jovanovic, vice presidente A.I.Z.O. – ma descrivere una situazione disagiata come quella che si vive in Aeroporto attraverso termini duri come ho letto sui giornali mi scandalizza profondamente e la trovo esagerata perchè dimostra non ci conoscono affatto”.

“La prostituzione non appartiene alla modalità di vita delle romnì e sostenerlo offende tutte le donne!” dichiara Carla Osella.

 

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