UNA BAMBINA DI NOME MARIA

Nel comune di Farsala nel centro della Grecia vive da anni una comunità di rom risalita tristemente alla ribalta negli ultimi giorni.

Le forze dell’ordine locali nel corso di una normale perquisizione si accorgono della presenta tra i rom di una bambina di pochi anni coi capelli biondi e gli occhi azzurri. Dubbiosi gli agenti decidono di controllare i certificati di nascita e in breve tempo scoprono che i due rom che si erano dichiarati loro genitori non lo erano, perchè risultava che la sedicente mamma avesse partorito la figlia a distanza di pochi mesi da un altro. I genitori vengono allora sottoposti all’esame del dna che conferma la mancanza di parentela con la figlia, facendo così scattare l’arresto per sequestro di persona.

Una coppia americana, la cui figlia scomparve due anni fa, ha contattato le autorità greche nella speranza che “Maria”, possa essere la loro bambina. Jeremy Irwin e Deborah Bradley, la cui figlia Lisa Irwin si volatilizzò dalla loro casa di Kansas City, Missouri, nel 2011, sono tra le persone tenute in prima considerazione dalla polizia greca, che ha lanciato una ricerca internazionale per dare un’identità a questa bambina, di circa quattro anni, ritrovata presso una famiglia rom a Larissa, e ora affidata a una casa di accoglienza, Smile of the Child. Lisa è scomparsa nell’ottobre 2011 quando aveva 10 mesi. Come la bambina ritrovata in Grecia, aveva la pelle molto chiara e gli occhi blu.

L’organizzazione Smile of the Child è stata letteralmente subissata di telefonate ed e-mail, più di 8mila da tre giorni a questa parte, mentre il sito web è stato visitato da oltre 200mila persone, la pagina Facebook da mezzo milione di internauti. Sul suo database l’Interpol ha 38 bambine sotto i sei anni che risultano scomparse, ma nessuna corrisponde alla descrizione di Maria.

E di tanto in tanto succede che osservando queste bambine bionde si pensi subito che sia stata rapita chissà dove, poi la realtà esce fuori.

Ho conosciuto Fata tanti anni fa, aveva 12 anni bionda con gli occhi azzurri, sua madre era bionda con gli occhi azzurri, entrambi i genitori erano originari della Bosnia Erzegovina. Ora Fata dopo aver sposato un rom ha otto figli, la maggior parte di loro sono biondi con gli occhi azzurri, anzi una delle ragazze li ha verdi. Questo sottogruppo di rom fa parte degli “zingari bianchi” e non di quelli “neri” i più conosciuti e visibili.

In questi giorni si parla della bambina bionda trovata in un campo di rom e dalle indagini si è scoperto che i loro genitori naturali non sono rom. Restiamo in attesa di scoprire la verità, ma per favore se vediamo bambini biondi insieme ai rom il nostro pensiero non dovrebbe andare subito al mito dello “zingaro rapitore di bambini”.

La notizia è giunta in tutte le baracche e case dei rom, anche nella casa di Fata, le parlo di Maria e lei mi spiega che da piccola parecchie volte veniva fermata dalla polizia con la sua famiglia “venivamo portati in caserma, arrivano i genitori di figli scomparsi per cercare di identificarmi e poi mi rilasciavano perché si accorgevano che non ero io chi stavano cercando. In quel periodo – aggiunge – non c’era ancora l’esame del Dna, ora è tutto più facile”.

Questo nuovo episodio ha messo in subbuglio la comunità rom perché sono oramai abituati a mettersi in allarme ogni qual volta accade qualcosa legato al rom, con la paura di essere stigmatizzati e incolpati ingiustamente.

“La colpa di uno ricade su tutti” è lo slogan che si sente ripetere in continuamente. In seguito alla diffusione della notizia sono giunte da tutto il mondo richieste da migliaia di contatti di genitori con bambine scomparse, Maria ha acceso nel loro cuore le speranze che la loro figlia sia ancora viva. Intanto il Comune di Atene ha trasferito quattro impiegati dell’anagrafe per aver commesso delle irregolarità nella trascrizione del certificato di nascita della bambina. Questo significa che è stata rubata? Che è stata ottenuta tramite un’adozione illegale? Chi è questa bambina dai tratti nordici? Sono in molti ad interrogarsi su questo caso. Maria non è nell’elenco dell’Interpol dei 610 bambini scomparsi in tutto il mondo: l’Iterpol ha infatti confrontato il dna della piccola con i 610 nella sua banca dati, compresi i 61 che le assomigliano e no ha trovato nessuna corrispondenza.

Negli anni ottanta in Italia scoppiò lo scandalo dei bambini schiavi che un gruppo di rom kosovari affittava i figli di rom poveri per poche migliaia di lire al fine di immetterli nel circolo dell’accattonaggio e trarne profitto. Dopo alcuni blitz delle forze dell’ordine di Milano, un gruppo arrivò nel torinese, ma ben presto furono costretti ad andarsene. I colpevoli subirono un processo e dopo alcuni anni li rividi nel campo di Firenze. Ma da allora il mercato dei bambini-schiavi in Italia è stato debellato.

Ufficio Stampa A.I.Z.O.