Un vescovo dalla parte di rom e sinti

Durante la festa di San Giovanni Battista patrono della città di Torino, il monsignor Cesare Nosiglia durante l’omelia ha chiesto alla città e ai comuni della cintura, che, attraverso il contributo delle istituzioni europee e degli altri enti territoriali, venga affrontato l’antico e grave problema riguardante rom e sinti, mettendo in atto un programma organico per gli appartiene a questo popolo che vive oggi in condizioni spesso indegne di una società civile.

La soluzione non sta dietro l’angolo – ha rimarcato l’arcivescovo – ma occorre un programma di interventi strutturali che abbiano il carattere della continuità, della sostenibilità anche sul piano finanziario, perché l’occasionalità o peggio la stagnazione, aggravano di mese in mese il degrado e l’invivibilità sia nei campi che sul territorio“.

L’arcivescovo ha inoltre invitato a respingere il pessimismo perché “tende a ridurre l’impegno di tutti e l’ottimismo di facciata che umilia l’intelligenza. La presentazione della realtà solo in negativo sta intossicando la vita delle persone. Esistono nella nostra città – ha insistito – esperienze e attività di eccellenza sia in campo economico che sociale, che vanno fatte conoscere“.