Tra allarmismo e realtà

Negli ultimi giorni, con il caso dell’uomo con la Tbc a Torino, si è tornato a parlare di rom, di campi abusivi, di emergenza.
E’ vero, ci sono i rifiuti, ci sono i topi, ci sono bambini con un’infanzia difficile, adolescenti diventati adulti perchè a 15 anni sono già padri, tensioni difficilmente controllabili causate anche da un andirivieni di famiglie. C’è molto da fare per risolvere la “questione rom” a Torino ed è vero che se fossero sbloccati i 5 milioni di euro molte situazioni potrebbero trovare una soluzione.
Ma non bisogna dimenticare ciò che è già stato fatto, grazie al lavoro congiunto tra Associazioni e Comune. Non bisogna dimenticare le 4 aree di sosta autorizzate, tra cui i due campeggi sinti in C.so Unione Sovietica e Via S. Lega, e il villaggio privato di Villaretto.
Negli anni, grazie al servizio di scuolabus della Città di Torino, è stato registrato un aumento della frequenza scolastica, il 60-70%. Sfortunatamente si parla di rom solo quando succede qualcosa di negativo e mai su ciò che viene realizzato di positivo, incrementando così l’intolleranza nei confronti di questa popolazione. Per esempio, pochi sanno che nel grande campo abusivo di Lungo Stura Lazio e Strada dell’Aeroporto, conosciuti principalmente per i topi e i rifiuti, l’A.I.Z.O. ha aperto in autunno un centro “mamma-bambino” dove le madri possono lasciare i loro bambini per alcune ore al giorno, accolti da un’educatrice italiana e una mediatrice rom.
Carla Osella, portavoce dell’A.I.Z.O., dichiara: “Il nostro obiettivo è che rom e sinti raggiungano l’autonomia e da sempre la nostra Associazione opera al loro fianco affinchè diventino sempre più soggetti attivi e responsabili nel percorso di inserimento nel tessuto sociale”. Molto spesso la realtà viene distorta e si tende a pensare più ai rom “ideali” piuttosto che ai rom “reali”.
Facciamo alcuni esempi:
Ore 7.30, campo di Strada Aeroporto.
Francesco* deve andare a scuola, ma ha lasciato le scarpe fuori e sono bagnate, la madre si rammarica e non lo manda.
Federico* fa i capricci perchè non vuole salire sul pulmino, ieri hanno festeggiato la Pasqua Ortodossa, per lui è ancora festa e resta a casa.
Fabio* invece si avvia allegro, a scuola lo aspettano i compagni ai quali è legato da amicizia e si trova bene.
Fabrizio* corre per il campo nascondendosi alla vista della madre che vuole mandarlo a scuola.
I quattro mediatori si muovono rapidamente tra le baracche, svegliando i ritardatari e poi tutti insieme si parte.
Lavorano in questo campo due giovani coppie: “Abbiamo deciso di vivere onestamente, ma non sempre gli altri condividono la nostra scelta; la legalità però è l’unica via percorribile e sono contento anche se alla sera siamo stanchi.”
Ore 7.30. Lungo Stura Lazio
Tre donne partono con i loro carrellini, vanno a manghel (chiedere l’elemosina), mentre due ragazzi si avviano insieme verso gli incroci dove svolgono la mansione di lavavetri: “E’ un lavoro come un altro, se lo fanno i marocchini lo possiamo fare anche noi e i soldi che guadagno li mando ai nostri figli in Romania”
Tutti diciamo stop ai campi sosta e molti sostengono che gli appartamenti e case popolari siano l’unica soluzione, ma bisogna essere realisti: negli ultimi mesi ben 8 famiglie, che avevano ottenuto un appartamento popolare sono tornate al campo e una pochi giorni fa’ ha rinunciato ad avere la casa ATC, preferiva rimanere al campo.
Sul tema dell’abitazione l’A.I.Z.O. ribadisce che non si può avere una linea univoca, nessuno può decidere a nome dei rom, è invece indispensabile approfondire i desiderata famiglia per famiglia e lottare affinchè si realizzi il loro desiderio.
Un’opportunità per chi desidera l’appartamento potrebbe essere anche il progetto proposto dalla Città di Torino, da Lo.Ca.Re. Metropolitano, dalla Diocesi, dalla Fondazione don Mario Operti e dalla Caritas nell’ambito dell’iniziativa “Mai più sfitti”.
Anche nell’affrontare il caso di Tbc è necessario rimanere realisti senza creare inutili allarmismi. La situazione è sotto controllo e non vi sono rischi di epidemia.
Sappiamo che la soluzione per i campi sosta è ancora distante e nessuno ha la bacchetta magica per ottenere risultati immediati, tuttavia attendiamo dagli organi competenti segnali di cambiamento.

*Nomi di fantasia