Lettera aperta di Carla Osella alla ragazza che ha mentito

Ciao,

abbiamo letto sui giornali la tua lettera di scuse per la grave bugia che ha provocato il drammatico incendio alla Continassa.

Sono dell’A.I.Z.O. rom e sinti, Associazione non profit che da molti anni condivide le difficoltà di un popolo che per molti è ‘’poco simpatico’’ per non dire odioso; forse lo è anche per te, che  per difendere te stessa hai accusato di violenza persone appartenenti a questa minoranza.

Sui giornali, a causa di questo grave avvenimento hanno parlato male di questo quartiere e dei suoi abitanti; sappi però che i problemi di convivenza non si possono rinchiudere nei confini di un quartiere specifico, di una zona, bensì fanno parte di un processo di interazione tra persone provenienti da zone geografiche diverse, che imparano a condividere la loro quotidianità mantenendo e condividendo ognuno la ricchezza propria della cultura d’origine.

E’ successo 50 anni fa quando alle Vallette iniziavano a trasferirsi  i nostri amici dal Sud d’Italia, succede in ogni parte del mondo: fa parte della libera mobilità delle persone.

Coincidenza vuole che proprio quando i nostri amici arrivano dal Sud, qui da noi a Torino arrivavano le prime famiglie di rom. Me le ricordo sai, in corso Toscana e anche nella zona della Continassa.  Dal Sud si arrivava con le valigie di cartone. loro arrivavano con i fagotti pieni di vestiti e proprio  a Vallette hanno cominciato a mettere le loro prime tende di plastica per ripararsi e passarci la notte.

Qui sono nati centinaia di bambini, qui il Comune ha poi costruito negli anni 80 uno dei primi campi autorizzati;

I bambini hanno cominciato a frequentare le scuole del quartiere, hanno giocato a pallone insieme; molti di questi bambini oggi adulti sono nonni e se guardi bene ne potrai riconoscere qualcuno che scambia due chiacchiere davanti ad un caffè con un vecchio compagno di scuola.

Da sabato sera i rom hanno paura a  circolare, paura dovuta al fatto che poche decine di persone reagendo alla tua bugia sono andate alla Continassa e hanno urlato, incendiato, distrutto una comunità fatta di persone rom romene  che lì vivevano, nonostante la situazione di grave disagio abitativo, perché non hanno alternative; uomini donne e bambini.

Quel fuoco, quell’odore acre che si è alzato quella sera e che ancora oggi permane, ricorda altri fuochi, come quelli dei forni di Auschwitz dove i genitori rom che venivano arrestati per intolleranza razziale dai nazisti perché rom e trascinati nel lager,   ai i loro figli piccoli spiegavano in un estremo tentativo di protezione, che quella era la ‘’panetteria’’.

Odio razziale, un odio che non si è mai assopito e che spesso ritorna avvelenando la vita delle persone.

L’odio non fa bene, l’odio genera odio, l’odio distrugge e non costruisce nulla.

In questi giorni ho incontrato molte persone, residenti a Vallette e in altri quartieri, tra cui molti rom esprimere solidarietà portando parole di simpatia, vestiti e cibo.

Le donne rom che vivevano alla Continassa che noi conosciamo da anni avevano preparato con molta fatica  regali per i loro figli che ancora abitano in Romania, erano pronti per essere spediti; tutto è andato bruciato. Ora, resta il loro dolore!

In questi giorni tutti parlano di rom, si usano molti paroloni, tutti dicono cosi si deve fare per questa popolazione e questo è importante: politiche di inclusione, di integrazione, migliorare le abitazioni, fare progetti lavorativi, inviare i bambini a scuola, regolarizzare i loro documenti; tanti progetti che se realizzati potrebbero sanare la situazione di tutti i rom presenti sul territorio di Torino.

Se questi progetti ci saranno noi lavoreremo per contribuire alla loro realizzazione, ma ciò che è davvero importante e fondamentale è incontrare questo popolo con i suoi valori e le difficoltà quotidiane andando a trovarli senza preconcetti, imparare a rispettarli nei loro differenti stili di vita perché sai, i valori fondamentali i come solidarietà, rispetto della vita, accoglienza, amicizia, sono valori universali patrimonio di tutte le culture.

Spero che le altre persone coinvolte in questa triste vicenda capiscano la gravità delle loro azioni che sono riconducibili ai pogrom e che si ricordino sempre che in Italia l’istigazione al razzismo è un reato.

A te in conclusione voglio offrire la possibilità di incontrare la comunità rom, se e quando lo vorrai, iniziando così un percorso di conoscenza costruttiva di questa o popolazione  e della sua cultura. Questo invito è esteso a tutte le persone di buona volontà, che credono nella giustizia, nel rispetto dei diritti umani, nel diritto e nel valore della differenza.

Ti mando i miei saluti rinnovandoti la disponibilità mia e di coloro che lavorano con me al dialogo.

Carla Osella

Presidente nazionale  A.I.Z.O. onlus rom e sinti