Nasce la world roma organization

Il 21-22 aprile  Belgrado ha accolto 27 rappresentanti rom provenienti da ogni parte del mondo, in occasione del Congresso elettorale per la fondazione World Roma Organization. Ha introdotto i lavori Jovan Damjanovic, deputato rom del Parlamento serbo, che ha salutato i presenti ricordando come il proprio Paese, la Serbia, che ha ospitato il Congresso all’interno del proprio Parlamento, si stia impegnando per garantire i diritti della minoranza rom.

Damjanovic ha quindi ripercorso la storia del popolo rom, dalle origini in India, all’arrivo in Europa, allo sterminio durante la II Guerra Mondiale, ai primi tentativi di organizzazione  durante il 21° secolo.

Infine il deputato rom ha presentato gli obiettivi della nuova organizzazione, “The World Roma Organization”, che dovrà farsi promotrice all’interno degli Stati aderenti di riforme a favore del popolo rom, dovrà promuovere e difendere i diritti delle donne e dei bambini rom, dovrà creare una rete di organizzazioni, in grado di collaborare e organizzare incontri e seminari per favorire lo scambio di buone pratiche, dovrà supportare l’operato di tutte quelle organizzazioni che nei propri Paesi si battono per la difesa dei diritti del popolo rom.

 

Tutti i presenti sono intervenuti presentando le condizioni in cui vivono i rom e i sinti nei loro Paesi e le discriminazioni da parte della società maggioritaria, ma anche le speranze per un cambiamento. Intanto a tutti coloro che hanno partecipato al Congresso è stato chiesto di impegnarsi sempre di più a favore dell’integrazione.

 

Andj Bajram ha raccontato come, da quando nel 1991 la Macedonia ha ottenuto l’indipendenza, il Partito “Emancipazione dei rom” è il terzo gruppo politico del Paese.

Abbiamo pensato di aprirci ai media e deciso di organizzare dei seminari in lingua romanì per specializzare i nostri figli e prepararli al lavoro”. Ha quindi ribadito la necessità che il governo riconosca il diritto alla cultura e alle radici storiche. Con orgoglio ha terminato dicendo che ben 500 giovani rom lavorano in attività governative, di cui molti hanno frequentato l’accademia di polizia.

 

Anche la Romania ha presentato la situazione sociale dei rom e ha spiegato come sia indispensabile non perdere l’identità culturale, rafforzare la solidarietà all’interno della comunità e insistere affinchè le scuole accolgano con dignità i bambini rom.

La situazione attuale in Romania ha spinto molti rom ad emigrare in Europa occidentale.

Se ci fossero maggiori prospettive lavorative, molti tornerebbero a casa, a nessuno piace vivere fuori dal proprio ambiente, ma spesse volte vi è costretto. E’ faticoso vivere nelle favelas europee, perchè quasi tutti, dalla Francia all’Italia, vivono in baracche di cartone”, ha spiegato ribadendo che il problema più grave è la mancanza di lavoro.

 

L’A.I.Z.O. ha partecipato con la presenza di Carla Osella, Presidente nazionale dell’A.I.Z.O., e Bajram Osmani, giornalista. Osella ha presentato i problemi in sette punti (intolleranza, cittadinanza, lavoro, abitazioni, scuola, salute, donne), ha denunciato la drammatica situazione delle centinaia di favelas in cui vivono molti rom, ma ha anche parlato degli altri gruppi che sono ormai inseriti. Ha inoltre ricordato come il Ministero degli Interni del governo precedente avesse proposto di registrare tutte le impronte dei bambini rom, perchè secondo loro vivevano abbandonati nei campi.

La presidente dell’A.I.Z.O. ha terminato sottolineando come sia essenziale che popolo rom e sinto collabori, perchè solo insieme è possibile risolvere determinate situazioni, e ha ricordato la volontà politica di molti amministratori sensibili ad assumersi la responsabilità di adottare politiche sociali di integrazione.

 

Il rappresentante degli U.S.A. ha spiegato come l’inserimento dei rom sia un processo reale e che lui si è battuto affinchè la cultura, la lingua e la letteratura romanì fossero conosciute ed insegnate in molte scuole.

Gilles Eymard, uno dei pochi sinti presenti, ricorda come l’attuale governo, retto da Nicolas Sarkozy, abbia dichiarato guerra a rom e sinti e che per questo le loro condizioni di vita siano peggiorate, anche a causa dell’arrivo di numerosi rom rumeni.

 

Tra i delegati si è discusso quale ruolo avrà questa organizzazione nuova. Uno dei principali obiettivi è che ottenga un seggio all’ONU e venga rappresentata presso l’UE e il Consiglio d’Europa. Tutti i presenti si augurano che possa essere maggiormente presente anche all’interno degli stati aderenti, facendo sentire la voce di un’organizzazione internazionale in grado di interagire con le istituzioni e denunciare i casi di razzismo e violazione dei diritti umani.

Le parole d’ordine del Congresso sono state:

  • Diritti al nostro popolo;
  • Diritto a vivere le nostre tradizioni millenarie, trasmettendole ai figli che oggi non sono più interessati alla nostra cultura;
  • Maggiore responsabilizzazione delle famiglie verso il futuro dei figli.

 

Al termine del congresso sono stati eletti il Presidente della World Roma Organization, Jovan Damjanovic, il Segretario Generale, Haliti Bajram, e 11 membri del Presidium.

In seguito sono stati votati i Commissari, ciascuno con funzioni differenti. Carla Osella è stata eletta a pieni voti  Commissario per l’Olocausto.