Il Papa incontra i rom

Sabato 11 giugno il Papa Benedetto XVI ha incontrato in udienza al Vaticano circa 2000 rom e sinti venuti da tutta Europa per le celebrazioni del 150° anniversario della nascita del Beato Zeferino, unico Beato rom.
L’udienza con i rom e sinti è stata un’occasione per il Papa per ricordare la vicinanza della Chiesa a questo popolo, troppo spesso emarginato nelle nostre società.
Benedetto XVI ha ricordato le indimenticabili parole con cui Paolo VI si rivolse agli zingari nel 1965: “Voi nella Chiesa non siete ai margini, ma, sotto certi aspetti, voi siete al centro, voi siete nel cuore. Voi siete nel Cuore della Chiesa!” per poi ribadire questo messaggio spiegando come il popolo rom pellegrino ci ricorda che “non abbiamo quaggiù una città stabile, ma andiamo in cerca di quella futura.”
Il Pontefice ha quindi reso omaggio al Beato Zeferino, gitano fedele alla propria cultura e cattolico, che venne fucilato nel 1936, durante la guerra civile spagnola, per aver difeso un sacerdote, indicando il Beato gitano come un esempio di dedizione alla preghiera e onestà per tutti.

Uno dei passaggi centrali dell’udienza è stato il ricordo da parte del Papa del Porrajmos, lo sterminio dei rom nei campi nazisti, anche grazie alla testimonianza di Cejka Stojka, sopravvissuta ai lager, la quale, insieme al Pontefice, si augura che il mondo si apra per costruire la pace e che il popolo rom non sia mai più oggetto di vessazioni, di rifiuto e di disprezzo.

Oltre a Cejka Stojka hanno partecipato all’incontro un gruppo di ragazzine che hanno danzato in abiti tipici di fronte al Papa e uno studente rom di 18 anni che ha ricordato come ancora oggi sia molto difficile per un giovane zingaro che vive al campo integrarsi a scuola e trovare un lavoro.
Il pensiero di Benedetto XVI si è quindi rivolto alla situazione dei rom e sinti in Europa oggi, esortando questo popolo a collaborare affinchè le loro famiglie si integrino nel tessuto civile europeo e augurandosi che l’Europa li accolga offrendogli l’opportunità di trovare un lavoro, mandare i figli a scuola ed avere un’abitazione dignitosa.

Con questo discorso il Papa ha rinnovato la vicinanza della Chiesa a questo popolo emarginato, già dimostrata ad aprile quando il Vaticano ad ospitato presso i propri palazzi centinaia di rom appena sgomberati dal proprio campo di Roma e dal quotidiano lavoro di sacerdoti e suore a fianco del popolo rom e sinto.
Dimostrazione di vicinanza particolarmente importante, considerato il clima di crescente intolleranza che il nostro paese sta vivendo in questi ultimi mesi. A.I.Z.O. si augura, quindi, che il messaggio di tolleranza e solidarietà del Pontefice non rimanga inascoltato, ma apra la via verso una nuova collaborazione tra la società civile italiane ed europea e il popolo zingaro d’Europa.