Sentenza della Corte di Cassazione sull’espulsione degli immigrati clandestini

In merito alla controversa sentenza espressa dalla Corte di Cassazione che sancisce l’espulsione degli immigrati clandestini anche se aventi figli che frequentano regolarmente la scuola in Italia, l’A.I.Z.O. rom e sinti non può che dichiararsi d’accordo con l’Alto Commissario Onu per i diritti umani, Navi Pillay, che ieri, nel corso di un discorso tenuto al Senato, ha denunciato le politiche del Governo Italiano nei confronti degli immigrati, “abbandonati e respinti senza verificare in modo adeguato se stanno fuggendo da persecuzioni, in violazione del diritto internazionale” e che ha poi definito la sentenza “una decisione preoccupante”.

I genitori dei bambini rom che abitano nelle baraccopoli Italiane da anni si preoccupano di inviare i bambini a scuola e molte famiglie, anche se non ancora tutte, vedono l’ambiente scolastico come strumento di inserimento nella società maggioritaria

L’esigenza di garantire la tutela di questa nuova e improvvisamente importante legalità dei limiti e dei confini non può e non deve in alcun modo prevaricare quelli che sono il diritto allo studio e il diritto dei minori, che devono essere tutelati a prescindere dalla nazionalità di origine, come anche stabilisce la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, che il nostro Paese ha mostrato di accettare entrando a far parte della Comunità Europea.

In un epoca nella quale si discute tanto di importanza della famiglia, inoltre, lo Stato non può emanare sentenze – peraltro in continua contraddizione fra loro, ennesima prova del fatto che la legge NON è uguale per tutti – che finiscono con lo smembrare questa importante istituzione.

Il Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, come molti sostenitori della sentenza, parla di strumentalizzazione dell’infanzia, senza tuttavia tenere in considerazione ciò che questa infanzia vive, pensa ed esperisce.

Per questi motivi, l’A.I.Z.O. ha deciso di far fronte comune con le altre Onlus (Caritas, Terre des Hommes, Unicef , EveryOne, per citarne solo alcune) e di esprimere il proprio disaccordo con una sentenza ingiusta e inumana che, oltre a violare i diritti umani, si fa beffe di ciò per il quale le organizzazioni come la nostra lottano tutti i giorni, affinché i bambini rom possano usufruire di tutti i diritti come gli altri bambini.