DOCUMENTAZIONE E PRINCIPALI RIFERIMENTI

Indichiamo qui di seguito un elenco contenente la documentazione aggiornata a proposito di rom e sinti

Pubblicazioni presenti in Quaderni Romanì, acquistabili inviando una email a aizoonlus@gmail.com

OSELLA CARLA
Raccolta leggi e circolari (6a edizione vol.I) 7,00 euro
OSELLA CARLA
Raccolta leggi e circolari (6a edizione vol.II) 7,00 euro
OSELLA CARLA
Raccolta leggi e circolari (6a edizione vol.III) 7,00 euro
OSELLA CARLA
Raccolta leggi e circolari (vol.IV) 7,00 euro

 

CONSIGLIO D’EUROPA

RACCOMANDAZIONI DEL COMITATO DEI MINISTRI (VINCOLANTI PER TUTTI GLI STATI MEMBRI DEL CONSIGLIO D’EUROPA)

  • Raccomandazione (2009)4 del Comitato dei Ministri agli stati membri sull’educazione dei Rom e dei Camminanti in Europa
  • Raccomandazione (2008)5 del Comitato dei Ministri agli stati membri sulle politiche a favore dei Rom e/o dei Camminanti in Europa

♦ Raccomandazione (2006)10 del Comitato dei Ministri agli stati membri sul miglioramento dell’accesso all’assistenza sanitaria per i Rom e per i Camminanti in Europa

♦ Raccomandazione (2005)4 del Comitato dei Ministri agli stati membri sul miglioramento delle condizioni abitative dei Rom e dei Camminanti in Europa

♦ Raccomandazione (2004)14 del Comitato dei Ministri agli stati membri sullo spostamento e sui campi dei Camminanti in Europa

♦ Raccomandazione (2001)17 per migliorare la situazione economica e lavorativa dei Rom/zingari e dei Camminanti in Europa

♦ Raccomandazione (2000) 4 del Comitato dei Ministri agli stati membri sull’ istruzione dei bambini Rom/zingari in Europa

♦ Raccomandazione (1983) 1, relativa ai Nomadi apolidi o di nazionalità indeterminata

♦ Risoluzione (1975) 13 sulla situazione sociale dei Nomadi in Europa

Per consultare le suindicate Raccomandazioni visitate il sito: http://www.coe.int/t/dg3/romatravellers/documentation/recommendations/default_en.asp

 

ECRI (COMMISSIONE EUROPEA CONTRO IL RAZZISMO E L’INTOLLERANZA)

La Commissione Europea contro il Razzismo e l’Intolleranza (ECRI) è l’ente di monitoraggio europeo per la lotta al razzismo, alla xenofobia, all’antisemitismo e all’intolleranza in tutta Europa, dal punto di vista della salvaguardia dei diritti umani. L’azione dell’ECRI riguarda tutte le misure necessarie per combattere la violenza, la discriminazione e i pregiudizi contro persone o gruppi per motivi di razza, colore della pelle, lingua, religione, nazionalità o origine etnica.

L’ECRI è stato creato dal primo vertice dei Capi di Stato e di Governo degli Stati membri del Consiglio d’Europa. La decisione è contenuta nella Dichiarazione di Vienna che è stata adottata dal vertice il 9 ottobre 1993. Il secondo vertice a Strasburgo, il 10 e l’11 Ottobre 1997, ha rafforzato l’azione dell’ECRI e il 13 giugno 2002, il Comitato dei Ministri ha conferito all’ECRI il proprio statuto, consolidando così il suo ruolo come ente indipendente per il monitoraggio dei diritti umani.

♦ CRI(2007)39 Raccomandazione di politica generale n.11 dell’ECRI sulla lotta contro il razzismo e la discriminazione razziale in politica

♦ CRI (2003)8 Raccomandazione di politica generale n.7 dell’ECRI sulla legislazione nazionale per combattere il razzismo e la discriminazione razziale

♦ CRI (2007)6 Raccomandazione di politica generale n.10 dell’ECRI sulla lotta contro il razzismo e la discriminazione razziale nell’ambito e per mezzo dell’educazione scolastica

♦ CRI (98) 29 rev. Raccomandazione di politica generale n.3 dell’ECRI sulla lotta contro il razzismo e l’intolleranza contro i Rom/zingari (adottata nel marzo 1998)

 

Una Raccomandazione di politica generale sull’antiziganismo in Europa è in corso di preparazione

Per consultare le suindicate Raccomandazioni visitate il sito: http://www.coe.int/t/e/human_rights/ecri/4-publications/1default.asp#P720_8178

 

CONVENZIONE EUROPEA PER LA SALVAGUARDIA DEI DIRITTI DELL’UOMO E DELLE LIBERTÀ FONDAMENTALI (ETS NO. 005)

Aperta alla firma da parte degli Stati membri del Consiglio d’Europa, a Roma, il 4 novembre 1950.Entrata in vigore il 3 settembre 1953.

(Riassunto non ufficiale) La “Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo” prevede un numero di diritti e libertà fondamentali (diritto alla vita, proibizione della tortura, proibizione della schiavitù e del lavoro forzato, diritto alla libertà e alla sicurezza, diritto a un processo equo, nulla pena sine lege, rispetto della vita privata e familiare, libertà di pensiero, coscienza e religione, libertà di espressione, libertà di riunione e di associazione, diritto al matrimonio, diritto ad un ricorso effettivo, divieto di discriminazione).

Ulteriori diritti vengono previsti da protocolli addizionali della Convenzione (Protocolli 1 (ETS n.009), 4 (ETS n. 046), 6 (ETS n. 114), 7 (ETS n. 117), 12 (ETS n. 177) e 13 (ETS n. 187)).

Le Parti si impegnano a garantire questi diritti e queste libertà a chiunque rilevi della propria giurisdizione.

Inoltre, la Convenzione prevede un meccanismo di attuazione internazionale. Per assicurare l’osservanza degli impegni assunti dalle Parti, è stata creata la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo a Strasburgo, che si occupa dei ricorsi individuali e degli Stati.

Tra i diritti garantiti dalla Convenzione vi sono il diritto alla vita, la proibizione della tortura, la proibizione della schiavitù e del lavoro forzato, il diritto alla libertà e alla sicurezza, il diritto a un processo equo, il rispetto della vita privata e familiare, il divieto di discriminazione.

Visitate il sito: http://conventions.coe.int/Treaty/Commun/ListeTraites.asp?MA=3&CM=7&CL=ENG

 

LA CARTA SOCIALE EUROPEA

La Carta Sociale Europea (qui di seguito denominata “la Carta”) sancisce una serie di diritti e libertà e stabilisce un sistema di controllo che garantisce il loro rispetto da parte degli Stati che l’hanno ratificata. In seguito alla revisione del 1996, la Carta Sociale Europea, entrata in vigore nel 1999, sostituisce progressivamente il trattato iniziale del 1961.

Diritti protetti dalla Carta

I diritti garantiti dalla Carta riguardano tutti gli individui nella loro vita quotidiana:

 

Diritto all’abitazione:

– una politica abitativa che corrisponda ai bisogni delle famiglie;

– riduzione del numero delle persone «senza tetto»; accesso ad abitazioni dignitose e ad un prezzo ragionevole per tutti;

– procedure per limitare gli sgomberi forzati;

– accesso paritario degli stranieri agli alloggi sovvenzionati (cosiddette “case popolari”) e sussidi per l’alloggio;

– costruzione di alloggi e erogazione di sussidi per l’alloggio a seconda dei bisogni delle famiglie.

 

Diritto alla salute:

– un sistema sanitario accessibile ed efficace per l’intera popolazione;

– una politica di prevenzione delle malattie con un’attenzione particolare ad un ambiente sano;

– eliminazione dei rischi sul lavoro per assicurare in diritto e in pratica la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro;

– tutela della maternità.

 

Diritto all’educazione:

– insegnamento primario e secondario gratuito;

– servizio gratuito ed efficace di orientamento professionale;

– accesso alla formazione iniziale (istruzione superiore generale e professionale), istruzione superiore universitaria e non, istruzione professionale, compresa la formazione;

– misure specifiche per gli stranieri residenti;

– integrazione dei bambini disabili nelle scuole

– accesso all’istruzione e alla formazione professionale per i portatori di handicap.

 

Diritto al lavoro:

– proibizione del lavoro forzato

– proibizione del lavoro per i minori di anni 15

– condizioni di lavoro speciali per i ragazzi tra i 15 e i 18 anni;

– diritto di guadagnarsi da vivere attraverso un lavoro liberamente scelto;

– una politica sociale ed economica mirante alla realizzazione del pieno impiego;

– eque condizioni di lavoro per quanto riguarda la remunerazione e la durata del lavoro;

– protezione contro gli abusi sessuali e psicologici;

– libertà di costituire dei sindacati e delle organizzazioni dei datori di lavoro per la protezione dei loro interessi economici e sociali; libertà individuale di aderirvi o di non aderirvi;

– promozione delle consultazioni paritetiche, della negoziazione collettiva, della conciliazione e dell’arbitrato;

– diritto ad una tutela in caso di licenziamento;

– diritto di sciopero;

– accesso al lavoro per i portatori di handicap.

 

Diritto alla protezione giuridica e sociale:

– status giuridico del fanciullo;

– trattamento dei minori delinquenti;

– protezione dai maltrattamenti e da ogni forma di abuso;

– proibizione di qualunque forma di sfruttamento (lavorativo e sessuale);

– protezione giuridica della famiglia (uguaglianza dei coniugi nella coppia e nei riguardi dei figli; tutela dei minori in caso di rottura della famiglia);

– diritto alla previdenza sociale, all’assistenza sociale e a usufruire di servizi sociali;

– diritto alla protezione contro la povertà e l’esclusione sociale;

– misure per l’infanzia;

– misure specifiche per le persone anziane.

 

Diritto alla libera circolazione delle persone:

– diritto al ricongiungimento familiare;

– diritto dei cittadini di lasciare il proprio paese;

– garanzie procedurali in caso di espulsione;

– semplificazione delle formalità d’immigrazione per i lavoratori europei.

 

Diritto alla non discriminazione:

– diritto delle donne e degli uomini ad un uguale trattamento e a pari opportunità di lavoro;

– garanzia di beneficiare di tutti i diritti garantiti dalla Carta per i cittadini e gli stranieri che risiedono e/o lavorano legalmente nel paese interessato, senza distinzione basata sulla razza, il sesso, l’età, il colore, la lingua, la religione, le opinioni, l’origine nazionale o sociale, lo stato di salute o l’appartenenza ad una minoranza nazionale;

– proibizione della discriminazione fondata sulle responsabilità familiari;

– diritto delle persone disabili all’integrazione sociale e alla partecipazione alla vita della comunità.

Visitate il sito: http://www.coe.int/T/E/Human_Rights/Esc/

 

CONVENZIONE – QUADRO PER LA PROTEZIONE DELLE MINORANZE NAZIONALI

La Convenzione-quadro per la protezione delle minoranze nazionali del 1994 è entrata in vigore il 1° febbraio 1998 ed è stata ratificata da trentanove Stati.

Sebbene non sia l’unico strumento creato in seno al Consiglio d’Europa per la tutela delle minoranze nazionali, la Convenzione è certamente il documento più completo in materia. E’ inoltre il primo strumento multilaterale giuridicamente vincolante dedicato alla tutela delle minoranze nazionali in generale.

La convenzione-quadro definisce i principi da rispettare e gli obiettivi che gli Stati parti devono raggiungere al fine di garantire la tutela delle persone che appartengono a minoranze nazionali, rispettando, tuttavia, in pieno i principi dell’integrità territoriale e dell’indipendenza politica degli stati. I principi contenuti nella Convenzione devono essere attuati attraverso la legislazione nazionale e politiche di governo appropriate. Si prevede anche che tali disposizioni possano essere attuate attraverso dei trattati bilaterali e multilaterali.

La parte più operativa della Convenzione-quadro è il Titolo II, che contiene principi specifici relativi ad un’ampia gamma di temi tra i quali:

– principio di non discriminazione;

– promozione di un’effettiva uguaglianza;

– promozione della conservazione e dello sviluppo della cultura e della conservazione della religione, della lingua e delle tradizioni;

– libertà di riunione, di associazione, di espressione, di coscienza e religione;

– accesso ai media e loro uso;

– libertà linguistiche:

– uso della lingua minoritaria in privato e in pubblico e il suo uso di fronte alle autorità amministrative;

– diritto all’utilizzazione del proprio nome;

– divulgazione di informazioni di natura privata;

– nomi topografici nella lingua minoritaria;

– diritto all’istruzione:

– diritto di apprendere la lingua minoritaria e di ricevere l’insegnamento nella medesima;

– diritto di creare istituti di insegnamento privati;

– diritto ai contatti oltre frontiera;

– cooperazione internazionale e transfrontaliera;

– partecipazione delle minoranze alla vita culturale, sociale ed economica;

– partecipazione alla vita pubblica;

– divieto dell’assimilazione forzata.

Per maggiori informazioni visitate il sito: http://www.coe.int/T/E/human_rights/minorities/

 

Il Commissario per i diritti umani

Il Commissario per i diritti umani è una istituzione indipendente in seno al Consiglio d’Europa. La sua missione è di promuovere la presa di coscienza e il rispetto dei diritti umani all’interno degli Stati membri del Consiglio d’Europa. Il Commissario incentra il suo operato sulla promozione delle riforme volte a migliorare concretamente la sensibilizzazione ai diritti umani e la loro protezione.

Per maggiori informazioni consultare il sito: http://www.coe.int/t/commissioner/Default_en.asp

Altri link utili al Consiglio d’Europa:

Divisione delle politiche linguistiche

http://www.coe.int/t/dg4/linguistic/

Progetto “Educazione dei bambini Rom”

http://www.coe.int/t/dg4/education/roma/default_EN.asp?

Itinerario della cultura e del patrimonio dei Rom

http://www.coe.int/t/dg4/cultureheritage/culture/Routes/roma_en.asp

Fondi europei per la gioventù

http://www.eyf.coe.int/fej/

Campagna “Dite NO alla discriminazione”

http://www.coe.int/t/DG4/ANTI-DISCRIMINATION-CAMPAIGN/

Eurimages (Fondi a sostegno del cinema europeo)

http://www.coe.int/T/DG4/Eurimages/Default_en.asp

 

L’UNIONE EUROPEA

Agenzia dei diritti fondamentali dell’Unione europea (FRA)

http://fra.europa.eu/fraWebsite/home/home_en.htm

Commissione europea (L’UE e i Rom)

http://ec.europa.eu/social/main.jsp?catId=518&langId=en

Parlamento europeo

http://www.europarl.europa.eu/news/public/default_en.htm

OSCE

Office for Democracy and Human Rights/Contact Point for Roma and Sinti Issues

http://www.osce.org/odihr/18148.html

Banca Mondiale

http://web.worldbank.org/WBSITE/EXTERNAL/COUNTRIES/ECAEXT/EXTROMA/0,,menuPK:615993~pagePK:64168427~piPK:64168435~d:y~theSitePK:615987,00.html

Decennio per l’inclusione dei Rom

http://romadecade.org

European Roma Information Office (ERIO)

http://erionet.org/site

European Roma Rights Centre (ERRC)

http://www.errc.org

European Roma and Travellers Forum (ERTF)

http://www.ertf.org

Open Society Institut (OSI)

http://www.soros.org/initiatives/roma

Im Italia:

www.dosta.org

www.unar.it