XXII Convegno Nazionale A.I.Z.O. rom e sinti

Rom e sinti: esclusione o inserimento?

Il 15 maggio a Rho si è tenuto il 22° Convegno Nazionale dell’Aizo rom e sinti dal titolo “Rom e sinti: esclusione o inserimento?”, i lavori si sono aperti con il canto internazionale romanì “Gelem, gelem” suonata dal famoso musicista Jovica Jovic.

Il Convegno si svolgeva nonostante il divieto dell’amministrazione comunale di effettuarlo presso il campo di Via Sesia, permesso negato senza una spiegazione sostenuta dalla normativa vigente, ma scrivendo alcune righe che esplicitavano il timore dell’assessore – motivazione sostenuta in seguito anche dallo stesso sindaco – che l’iniziativa potesse essere strumentalizzata a livello politico!! I giornali della mattina non davano spazio all’evento, ma scrivevano della volontà dell’amministrazione comunale di radere al suolo 3 campi sosta presenti a Rho, uno dei quali sarebbe stato quello di V. Sesia. Ci chiediamo dunque quale folle situazione stiamo vivendo, dove si prevedono sgomberi di persone autorizzate a dimorare sul territorio senza organizzare loro un minimo di futuro, allontanate esclusivamente perché zingare, e probabilmente anche in modo illegale.

In tutti gli interventi della giornata del Convegno è emersa forte la situazione di razzismo che rom e sinti stanno subendo in Italia. I docenti universitari (Calabrò, Bertazzo, Delle Donne, Francese) hanno sottolineato come invece le buone prassi possono dare dignità e giustizia a questa popolazione sempre più presa di mira dalla xenofobia, tenendo in considerazione che attraverso la scolarizzazione, l’abitare dignitoso e il lavoro si crea un futuro di comunità e non attraverso la ghettizzazione o i pacchetti sicurezza o le leggi ad hoc per i rom.

Solo attraverso il confronto e la mescolanza fra le culture si può costruire un futuro multietnico di benessere: dando status giuridico a quei rom che sono in Italia da 40 anni, chiudendo i campi sosta definiti lager moderni, costruendo microaree o dando la possibilità della casa a chi ne fa richiesta. Importante è stato anche l’intervento sulle 2° e 3° generazioni, con le quali fra qualche anno ci dovremo confrontare per costruire con i giovani un’identità personale e culturale che sia sostenibile in un percorso di cittadinanza attiva.

Il commissario per i mass-media dell’IRU Bajram Osmani ha annunciato la costituzione di un organismo formato da autorevoli rom con il compito di monitorare le condizioni di tale popolazione e denunciare i casi di violazione sistematica dei diritti umani da parte degli Stati dei paesi Europei.

A metà convegno l’attrice rom Djana Pavlovic dopo aver parlato della necessità di operare perché tutti i rom siano applicati i diritti umani ha recitato alcune poesie che ha commosso l’assemblea per il pathos creato

Carla Osella nel suo intervento ha ripercorso gli atteggiamenti di xenofobia subiti dal popolo rom in questo ultimo anno, richiamando lo stesso popolo a una maggior partecipazione all’interno delle comunità di cui fanno parte. Ha denunciato le chiusure e gli abbattimenti dei campi sosta, i migliaia di sgomberi di rom senza prevedere per queste famiglie un nuovo luogo dove poter trasferirsi, le misure di polizia peggiorative, la schedatura, il rilevamento delle impronte digitali anche di bimbi. Ha richiamato il popolo rom all’unità, ma intesa come un lavorare insieme ai gadjgè per superare il diffuso razzismo e costruire attraverso il continuo confronto fra culture diverse un benessere sociale, un futuro migliore per i nostri figli.

Al termine del Convegno le proposte emerse sono quelle di seguire la linea della nuova PIATTAFORMA EUROPEA, presentata da Vladimir Spidla commissario per l’UE per l’occupazione e gli affari sociali che ha visto durante l’incontro di Praga nel mese di aprile i rappresentanti di 27 Paesi, tra cui l’Italia. L’obiettivo è di migliorare il coordinamento delle azioni nazionali volte a contrastare l’esclusione sociale. E’ stata ribadita inoltre la necessità di politiche costruttive, e non repressive che aggravino la loro situazione.
Le politiche mirate per i rom di origine straniera dovrebbero avere come obiettivo il diritto al riconoscimento come minoranza linguistica al miglioramento della qualità della vita attraverso l’abitazione, il lavoro, la scuola e la salute.