VII Convegno Mondiale dell’IRU

Si è svolto a Zagabria dal 24 al 26 ottobre 2008 il VII Convegno Mondiale dell’IRU (Unione Internazionale Rom).
All’incontro hanno partecipato rappresentanti dei rom provenienti da tutti i paesi dell’est, da Italia, Francia, Svezia , Norvegia, Finlandia, Australia e Canada.
I lavori si sono aperti con l’inno nazionale romanì “Gelem gelem” ed un minuto di silenzio durante il quale si è ricordato un bambino morto accidentalmente alcuni giorni prima e, con lui, anche tutti i bambini morti bruciati nei vari Paesi.
Forte commozione ha suscitato la presenza di Dev Bhardwaj, un banjara proveniente dall’India, che ha invitato tutti gli astanti alla riflessione sull’importanza del legame con la loro Patria.
Ampio spazio è stato dato al rinnovo delle cariche istituzionali: dopo le votazioni, il presidente Stanislav Stankiewicz, polacco che ricopre la carica per la seconda volta, ha ribadito l’impegno dell’IRU nell’essere più presente non solo a livello culturale, ma anche a livello politico; questa strategia è, secondo il neo-presidente, l’unico modo per essere presenti in situazioni gravi.
Si ritiene inoltre che la promozione e la conoscenza della cultura rom siano un ottimo deterrente contro la discriminazione.
Si è discusso della situazione dei vari paesi, ribadendo talvolta quali sono le condizioni in cui versano i rom in Italia.
Cioaba Florin, vice presidente IRU, rumeno, si è detto stupito dall’attuale situazione italiana e interessato a organizzare una conferenza internazionale tra Italia e Romania.
Carla Osella, presidente dell’A.I.Z.O. rom e sinti (federata IRU dal 1981), ha dichiarato “Si è notata un’apertura nella collaborazione verso le associazioni miste; in passato questi attori non venivano accettati, in quanto si riteneva che solo i rom potessero operare per i rom”.

Interessante la testimonianza di Stefano Kuzhicov, un rom che lavora e vive in Svezia, dove il governo sta realizzando da alcuni anni un progetto di integrazione. “Quando arrivano molte famiglie – ha riferito Kuzhicov – tutti gli adulti sono obbligati ad andare a scuola, non solo per imparare lo svedese, ma anche un lavoro; il governo interviene erogando 1200 euro al mese ad ogni beneficiario”.