Appello: mai più bambini in carcere

APPELLO AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA

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Da anni è consuetudine delle romnì condurre con se in carcere, qualora vengano arrestate, i loro bambini inferiori ai 3 anni, costretti così a vivere con le loro mamme in cella per tutto il periodo della detenzione. Jagoda Stojanovic racconta “sono entrata in carcere per alcuni furti da minorenne e con il cumulo mi è arrivata da fare una pena definitiva di 3 anni, sono stata costretta a portare in carcere la mia bimba”, ha spiegato che per lei era uno strazio vederla in cella perché alla sera quando la porta della cella si chiudeva, piangeva: “non mi bastava essere lontana dagli altri figli, avevo anche il dolore di vedere la mia piccola sempre triste, sembrava un fiore spento nonostante il suo carattere fosse molto vivace”.

Gli psicologi sono d’accordo nel dire che i periodi vissuti al chiuso segnano la vita futura dei bambini.

Le donne in carcere dovrebbero poter beneficiare di iniziative alternative, questa è l’attuale proposta di Alessandra Mussolini, presidente della Bicamerale Infanzia, la quale è intervenuta presso il ministro della Giustizia Alfano chiedendo di istituire case famiglia protette per tutte le detenute presenti in Italia senza domicilio.

Dai dati del Ministero risultano oggi presenti 70 bambini nelle diverse carceri femminili sparsi su tutta la penisola; alcune associazioni hanno già appoggiato la sua richiesta: “Il detenuto ignoto”, i “Radicali Roma”, Massimiliano Jervolino rappresentante per la provincia di Roma per i diritti umani, e l’ A.I.Z.O. rom e sinti sede nazionale. Nuove adesioni continueranno a pervenire.

E’ possibile aderire all’appello “Mai più bambini in carcere”, nella speranza che il Ministro Alfano possa decidere per il bene dei minori.

Gordana Jovanik si dice disposta ad accettare di andare in comunità “purché mia figlia non resti chiusa dietro le sbarre tutto il giorno, per noi abituati a vivere all’aria aperta è ancora più difficile delle altre donne”.

Per l’appello: Alessandra Mussolini (mussolini_a@camera.it)