Sfida a Maroni. Autodenunce in solidarietà con “Famiglia Cristiana”

Portiamo a conoscenza l’autodenuncia pubblicata su Liberazione il 15 febbraio 2009.
Per adesioni e-mail A.I.Z.O.: aizoonlus@yahoo.it

SIGNOR MINISTRO CI QUERELI PER ANTIRAZZISMO

Signor Ministro Roberto Maroni abbiamo letto della Sua volontà di intraprendere un’azione legale nei confronti del direttore del settimanale Famiglia Cristiana, che lei accusa di averLe recato offesa personale per aver definito “leggi razziali” i provvedimenti del Governo verso i cittadini stranieri e le fasce più deboli della società.

Le schedature di adulti e bambini rom, le classi differenziali per gli alunni stranieri, l’abrogazione del divieto di segnalare gli stranieri “irregolari” che ricorrono alle cure sanitarie, il reato d’immigrazione clandestina, il permesso di soggiorno a punti, le norme restrittive sui ricongiungimenti familiari, la legalizzazione delle ronde padane, il carcere fino a quattro anni per gli irregolari che non rispettino l’ordine di espulsione, il divieto d’iscrizione anagrafica e la schedatura presso il Suo Ministero non solo dei senza-domicilio-fisso, ma anche di tutti coloro che abitano in dimore diverse da appartamenti: l’insieme di queste misure lede profondamente i diritti fondamentali delle persone e i principi dell’uguaglianza e della democrazia. Queste misure configurano una forma di razzismo istituzionale, tanto più grave e intollerabile per il fatto che, per sostenerle, un ministro della Repubblica, Lei stesso, auspica la cattiveria nei confronti dei più deboli.

Riteniamo infatti, sia nostro dovere personale, professionale, civile rispettare la Carta costituzionale e batterci per una società rispettosa dei diritti di tutti /e, indipendentemente dalla loro provenienza, nazionalità, condizione sociale.

Noi siamo quella parte della società civile che condivide il giudizio espresso da Famiglia Cristina e che continuerà a perseverare nel proprio impegno antirazzista. Se vuole essere coerente, Signor Ministro, quereli anche noi.

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