Accusato di odio razziale viene assolto

Il 25 settembre 2009 a Trento il giudice del Tribunale ha assolto il consigliere della Fiamma Tricolore dall’accusa di avere fomentato l’odio razziale attraverso l’uso del suo ruolo pubblico, durante il Consiglio Comunale del 20.06.07 dicendo (tra l’altro!) che bisogna “Togliere d’autorità i bambini da questa etnia, per stragrande maggioranza composta da canaglie, e affidarli alle istituzioni…” e inoltre “… gli zingari costituiscono abitualmente dei gruppi delittuosi in cui la pigrizia, il furore, la vanità predominano, tra di loro sono numerosi gli assassini… è innegabile che i bambini nomadi nella maggior parte dei caso non hanno genitori ma degli aguzzini…”. A.i.z.o., Opera Nomadi, Sucar Drom, Nevo Drom avevano fatto richiesta di essere parte civile nel processo, proprio per le dichiarazioni di stampo razzista rilasciate dal consigliere: è specificata la parola etnia nel discorso tenuto in consiglio, proprio per sottolineare l’aspetto della razza! Il giudice dopo un quarto d’ora di consiglio decide che non vuole le parti civili, decide di non ammetterle. A quel punto si inizia a capire che il processo è probabilmente già stato deciso, senza tener conto della discriminazione razziale, ma solo dando la possibilità a qualsiasi politico di calpestare ogni genere di diversità.
ASSOLTO PERCHE’ IL FATTO NON SUSSISTE!
Quando sentiremo discorsi esageratamente offensivi contro le razze, le culture, gli omosessuali, i religiosi di ogni sorta, i disabili, i malati psichici o psichiatrici, i politici avversi alle scelte di governo sappiamo che non possiamo esercitare un diritto: l’uguaglianza. Sappiamo anche che queste cose sono già state scritte nelle pagine della storia ed hanno avuto un epilogo drammatico. E’ auspicabile che i sinti, i rom, gli ebrei, quelli di una religione diversa, gli immigrati, i politici e i diversi tutti esprimano pubblicamente il loro dissenso per una sentenza che porta peraltro la classe politica e il modo di esprimersi in consiglio ad un livello deludente.

INVITIAMO TUTTI quindi a scrivere ai giornali per denunciare pubblicamente il dissenso per le dichiarazioni fatte dal consigliere Giuliana.

Gian Luca Magagni